martedì 22 settembre 2009

Ikea. Inferno o paradiso?

Domenica mattina mi sono imposto di andare da Ikea. Lo so. I gay di solito non fanno queste richieste a loro stessi. Specialmente di domenica mattina. Ma siccome solo sabato ho messo piede nella mia nuova casa, che al momento assomiglia di più ad un centro di smistamento pacchi FeedEx. Con me c'era Guy, che ha dormito a casa mia dopo un brutto sabato turbolento. Comunque siamo usciti tipo verso le dieci, con la convinzione di fare un'ottima cosa soprattutto per reperire un parcheggio a Bufalotta con lo stesso codice di avviamento postale. E infatti abbiamo parcheggiato senza problemi. Almeno. Abbiamo fatto il solito giro da Accaemme, scritto così perchè l'azienda vuole così!, e in tutti quei negozi cool che Bufalotta offre. Tipo Sephora, Adidas, Pull & Bear e anche Zara Home.



Aggressivi, diretti e precisi come dei mastini moldavi ci siamo diretti verso l'entrata di Ikea. Abbiamo fatto solo una piccola sosta al take away svedese perchè noi ci dobbiamo pur cibare di qualcosa di vagamente commestibile. E gli svedesi ne hanno di bendonde. Dopo il pranzo, e una sigaretta finalmente ci siamo diretti verso il self di Ikea. Io e Guy abbiamo dato delle priorità agli acquisti: dispenser sapone linquido per le mani e bicchiere portaspazzolini. Teppeto per il bagno. Mazza per tenda della doccia. Scatoline per i cassetti. Lampada da tavolo. Semplice no?



Peccato che io mi sia lasciato amaliare dal rivestimento in plastica salvagoccia per i cassetti e pensili della cucina. Che trovo utile e anche funzionale. Andiamo così si può dire addio a tutto quello schifo nei cassetti della cucina. Peccato che non sia stato capace di resistere alla favolosa lanternina con le stelline e alle 36 candeline al gusto di GELATO alla vaniglia. Non al gelato. Alla vaniglia. Immaginate la mia camera da letto inebriata da profumi dolci e zuccherini mentre io ne faccio di bendonde sul letto? Peccato ancora che non sia stato capace di dire di no al set per divano HAGALUNG bianco. Ma sono sincero, il mio set dopo averlo lavato si era rimpicciolito, e dopo il trasloco era diventato troppo zozzo. Per cui.



Ma in realtà oltre ad avere ufficialmente preso coscienza del fatto che in realtà più che Annabelle Bronstein sono Becky Bloomwood, ho capito che tutto quel comprare solo per il gusto di era riconducibile alla marea di coppie gay che perseguitavano me e Guy. Ci siamo inziati a rendere conto che forse eravamo finiti tra compaesani quando nel reparto stendini e accessori armadio ci siamo ritrovati questi due ragazzi CARINISSIMI che valiavano le varie proposte di stendini offerti da Ikea. Li abbiamo invidiati. E tanto. Erano carini, e per di più insieme. E noi invece che volevamo evitare incontri gay convinti che la domenica mattina i gay dormissero. No, no. Più si faceva tardi e più Ikea si riempiva di coppie gay intente a scegliere complementi d'arredo per la casa. Che nervi. Neanche più lo shopping ti fa stare bene. Neanche più Ikea.

Presi da un momento di sconforto abbiamo deciso di fuggire all'istante anche da lì. E di corsa. Ma quello che non sapevo e che avrei scoperto una volta a casa, era che avevo dei vicini di casa filippini, che la domenica, come tutti i filippini di Roma hanno un solo ed unico passatempo. Il Karaoke. E credo di non avere più parole per loro.


sabato 19 settembre 2009

Il Circolo, Il Pop Idol e nuove declinazioni pop!

Sono giorni che non scrivo. Stavo pensando seriamente di abbandonare questo mio ruolo, che nell'ultimo periodo mi stava diventando un pò troppo stretto. Troppe le persone che sembrano non gradire Annabelle Bronstein, troppe che voglio sapere chi sono e vogliono darmene di santa ragione. Anche se di Santa cè nè una sola. Anyway, Ami Winehouse, questa settimana dedicata tutta al mio trasloco, ho avuto qualche ritaglio di vita gay, nel quale mi sono presentata sotto mentite spoglie alla riunione di We Have A Dream per capire comè che si organizzavano ed anche per esprimere la mia. Ma non ne ho avuto tanto modo a essere sinceri. E poi ieri sera, forze causa maggiore non sono riuscito a partecipare alla serata a Monte Citorio.

Però sono riuscito ad andare al Circolo degli Artisti. Serata di ritorni e nuove fiamme. Appena arrivato con la Burina, il Signor Wilson, l'Infermiere Veterinario, Ga & Ciù Ciù ci siamo diretti seduta stante al bar dove ci è stata servita benzina pura. Poco dopo un sorriso mi si è stampato sulla faccia, a mò di Joker. Nelle mie vene scorrevano milioni di particelle eccitanti ed alcoliche, e i miei ferormoni si sono svegliati dal torpore dell'ultimo periodo, regalandomi sensazioni devastanti su tutte le diverse forme di vita sul torello andante che mi passavano vicino. Al punto quasi di dover mettermi a pisciare nell'aiuole del giardino. Quasi, però. E così mentre me la sfilavo con quella benzina tra le mani, sono quasi colto da un infarto acuto del miocardo. La Polpetta erà lì. Era lì. Era con i suoi amici, che rideva e scherzava con i suoi amici con una ritrovata forma fisica. Vabbè, ingoiato il rospo di non poter raggiungerlo baciarlo e spupazzarmelo tutto, ho deciso di far finta di niente. E di bere. Molto.

Così poco dopo mi sono ritrovato in mezzo ad una delirante discussione in cui un mio amico faceva finta che lo sconosciuto seduto vicino a lui era il suo coinquilino nuovo e lui asseriva e rispondeva come se fosse vero. Ovviamente, quasi subito io mi sono invaghito di lui. Ma vi dirò di più, lo avevo già notato al Village e spulciando tra i facebook dei miei amici me l'ero trovato in diverse foto. E avevo pensato. Fico. E così parlando scopro che non solo è fico, ma è simpaticissimo e arguto e condivide come me una passione per TUTTA la musica, soprattutto quella pop.

Così inaspettatamente colto da quella inaspettata primavera in anticipo e da tutti quei risveglio psicomotori dalla cintola in giù, mi sono ritrovato a chiedergli il suo nome e cognome per un esclusivo contatto preferianzale. E così lui mi ha degnato di comunicarmi il suo nome e cognome. Quasi irrorato da coca-cola e non più da sangue, e colto dall'irrefrenabile voglia di deliziare tutti con delle movenze dannatamente pop, mi sono sentito stoppato sul nascere della mia improvvisa voglia di ceppa dalla Burina, che richiamato all'ordine, ha irrevocabilmente deciso di tornare a casa. Abbandonata la semi conquista, ho saltato tutti e sono fuggito nella notte romana. Direzione cornettaro in Via delle Cave dove ci siamo abbuffati per benino.

La serata è finita così, ma volete sapere l'orrore della mattina? Mi sveglio e corro diretto verso faccialibro, per scoprire che quel nome e quel cognome assieme non davano nessun profilo trovato. Nessun contatto. Nessun diretto preferenziale. Ancora una volta, preso in giro, impacchettato e infioccato. Ma prima di essere un cadeux di compleanno io sono Annabelle Bronstein, e le vie di Annabelle Bronstein, oltre ad essere affollatissime sono infinite (senza il "to") e riuscirò a trovare sulla rete il Pop Idol e a farlo mio. Tutti avvertiti, questa è guerra, adesso.

venerdì 11 settembre 2009

giovedì 10 settembre 2009

Il mio nuovo Mito.

Ieri sera al Coming Out mi lagnavo con gli altri di essere a corto di argomenti da trattare sul mio blog. Sapete i primi di settembre sono sempre giorni strani. Quei ragazzi carini che mi fanno battere il cuore ancora riprendono le solite attività mondane. La Polpetta sembra essere sparito o in ben altre faccende affacendato, e mi dedica solo la sua indifferenza. Nel marasma di cambio casa e indecisioni vari tra le parti io mi sento solo sotto pressione. Nervoso. In più cè un maniaco telefonico che mi perseguita. E non vi ho detto ancora nulla, ma scriverò presto di lui; e finalmente ho un fan. Uno di quei fan che escono dall'armadio e urlano. Mi sta dando il tormento. Mi sento braccato, quasi. Vuole con tutte le sue forze sapere chi è Annabelle Bronstein. Ma io faccio il vago.

Comunque. Questa mattina mi sono svegliato e mentre Miss Cheriè e Little Miss Sunchine erano intenti a preparare valigie e outfit per i prossimi eventi sbuca un biglietto da visita. "Divertimento Gratis. Per Muscoloso o Militare o Nero Africano". "Ma che cavolo è?" chiedo con stupore. E Miss Cheriè mi narra. Ieri sera mentre era fermo a un semaforo a Piramide, un ragazzo su uno scooter l'ho guardava. Anzi lo fissava. Proprio un secondo prima che scattasse il verde quello dallo scooter gli ha allungato questo biglietto da visita ed è fuggito. Lui lo ha letto, ed incredulo non ha potuto credere che accadano cose del genere a Roma. Ma stamane sono arrivato io, ed ho aperto il sito e sono rimasto senza parole. Daniela La Puledra è una travestita un pò esibizionista che pubblica sul suo sito tutte le sue innumerevoli avventure sessuali. Per esempio AEREO NATICA, BOIA, SALA FITNESS, GIURATA, POLIZIOTTA, per passare a LA TRUPPA 1 e 2, IDRAULICO per finire con TROMB RAIDER (si scritto così!), TAURUS e CALCIATRICE. Insomma già dal 2005 c'era una che aveva le stesse mie manie. Ovvero le divise e gli uomini rudi. La cosa simpatica è che lei mette tutte le prove dei suoi incontri, con foto e video che però sono visibili solo con una password di sette lettere. A saperle.


Ma non solo perchè Daniela La Puledra ha anche un favoloso blog dal quale ci racconta quanto sia impegnata nel lavoro. Anche se non è molto aggiornato. Ma Daniela La Puledra è una impegnata anche nel sociale. Lei ha persino acceso una candela per i caduti di Nassyria. E non solo perchè cè una sezione dove ci spiega tutto sulle malattie sessualmente trasmissibili. Insomma Daniela La Puledra ha vinto. La cosa assurda di tutta questa storia è che Daniela è palesemente un lui, e in nelle fotografie sembra invece una lei con diversi accorgimenti tecnici e fotografici. Ma quello che io mi chiedo è un dubbio che mi devasta dalla punta dei piedi fino alla punta dei capelli. I miei capelli da lesbica. Ovvero con quale cazzo di faccia "questa" Daniela gira per Roma con dei biglietti da visita? Non lo capisco proprio come nell'era di internet una cosa del genere sia fattibile. Il bello è che Daniela ha una vita sessuale molto più intensa di quello che ci si può aspettare e forse più di me. Ma dico, come si fa? Io avevo pensato ad una forma di promozione del mio blog simile, ma magari con adesivi messi un pò in giro per la città. Ma questo forse non è troppo?


E poi mi torturo ancora. Ok ci sta l'esibizionismo, ci sta che ti vuoi travestire, perchè figurati se mi metto a giudicarti male, ma mettere le foto di te con una parrucca che succhi e giochi con uccelli di ogni taglia non è un tantino troppo? La scritta nella welcome page è chiara, sito per adulti, ma questo non deve giustificarti. NO. Io non capisco. Mi sento indignato, ma anche sorpreso e ci vorrei soltanto ridere un pochetto su, ma in definitiva mi sento solo di chiedermi fino a che punto siamo potuti arrivare. Andiamo. Secondo voi è possibile andare in giro a fare volantinaggio per riempirsi il culo? Io credo che sia troppo. Anche io cedo alle chat, a gayromeno e simili, e vado a giorni alterni. Ma perchè bisogna esagerare così? Certo Daniela La Puledra la penserà sicuramente in maniera diversa, avrà sicuramente milioni di storie da raccontarci, perchè ne avrà fatte di bendonde, ma a volte mi viene il dubbio se siamo un tantino esagerati.


La corsa all'ultimo capo di moda, all'ultimo modello di cellulare, la necessità di sapere sempre tutto di tutti. Rubare il ragazzo a un amico. Insomma siamo solo ed esclusivamente questo? Un'involucro che va riempito con sesso, moda e gossip? Io non posso credere che sia solo questo. Poi ci lamentiamo che ci menano, ci discriminano e ci lanciano le bombe. Ma può essere che tutto alla fine deve per forza girare intorno al sesso. Bè nostro malgrado la risposta è si. E che non me ne voglia troppo Daniela La Puledra. Lei è comunque una che la sa lunga. Spero solo di ritrovare lo spirito adatto. Per ora mi affido a due care vecchie amiche. Si chiamano Prosecco e Movenze Pop. Anzi. Dannatamente!

lunedì 7 settembre 2009

La Posta del Cuore!

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Nuova rubrica che mi è venuta in mente questa estate! Finalmente sul mio blog uno spazio tutto dedicato a voi che assiduamente mi leggete. Volete avere dei consigli sulla vostra storia d'amore? Volete sapere tutto sui dubbi sul sesso che affliggono la vostra coppia? Volete semplicemente sparlare di qualcuno con me? Avete bisogno di una stalker che sgami il vostro boy fare qualcosa che non va?

Ebbene, arriva la Posta del Cuore, il nuovo spazio tutto dedicato a voi lettori de Il Pisello Odoroso. Basta mandare una mail a annabbronstein@aol.com oppure mandarmi un messaggio privato su il mio faccialibro con oggetto Posta del Cuore. Che dire di più, scrivetemi numerosi e non dimenticate di fare nomi e cognomi! Prossimamente sul blog più chiacchierato della capitale! Stay tuned!

AB

domenica 6 settembre 2009

Un venerdì etero. Lontano da Roma.

Vi siete domandati per caso se io ero qui questo venerdì. Non credo. Anyway, la risposta è no. Io non c'ero. Non ero lì con la mia candelina in mano per le strade di Roma. Io venerdì pomeriggio, dopo una mattinata di duro lavoro sono dovuto partire per andare in Abruzzo, perchè la mia amica, la migliore, avrebbe festeggiato i suoi trent'anni. E i trenta sono un traguardo ai quali io non potevo mancare. Il viaggio, ha cominciato ad assomigliare a quello della speranza. Uscito di casa alle 15 sono arrivato a Tiburtina circa 38 minuti dopo, dove ho veramente preso considerazione del fatto che noi esseri umani siamo formati dal 75% di acqua, visto che quasi tutta questa percentuale era visibile sulla mia maglietta. Vabbè. Mi sono fatto coraggio, e con molta vaghezza ho raggiunto lo sportello per prendere il biglietto per l'autobus che di li a poco sarebbe partito. Senza di me, ovviamente. Tutto pieno.

Indeciso se suicidarmi oppure prenderla in maniera positiva. Bè ho deciso di prenderla in maniera positiva e abbuffarmi. Un'ottimo cornetto al cioccolato (era da tempo che non ne mangiavo uno, e sono straordinariamente morbidi!), una pizza gigante, Vanity Fair e qualcosa come sette sigarette, per un'attesa di circa 105 minuti. Sotto il sole a ben 78° C. Ottimo, no? Ma la mia attenzione ad un certo momento è stata completamente devastata dalla visione di Lui. Lui è un uomo sui trentacinque anni, moro ma un pò brizzolato, abbronzato tanto, camicia a righine blu e pantalone classico. E delle mani pazzesche. Grandi, belle e con le unghie perfette. Ecco è per un'uomo del genere che io potrei davvero appendere il sesso al chiodo. Mi sono fermato a fissarlo per tipo dieci minuti. E poi mi sono immaginato me guardato da lui. Sudato, con macchie di sudore gigantesche su tutta la maglietta, i capelli da lesbica senza un senso e un colorito bianco cadavere da far accapponare la pelle.

Ma poi mi sono ricordato. Io sono Annabelle Bronstein, e ne volevo avere bendonde da lui! Mi sono avvicinato, con molta vaghezza e gli ho chiesto: "Mi scusi mi sa dire a che ora parte questo autobus, e dove va?". Giuro la prima cosa che mi è venuta in mente. Lui mi ha guardato. Disorientato: "Guardi cè scritto: Vasto. E parte alle 17.30, non era molto difficile, no?". Ma checcazzodistronzo. Vabbè, effettivamente potevo chiedergli qualcos'altro. "Ah si ha ragione, grazie tante per l'informazione!". E mi sono girato. Bè, anche la sua voce non è niente male. Bonissimo. E poi mi chiedo, come mai non ha neanche una micro macchia di sudore. Ma solo io? Ba. Comunque salgo sul mio autobus, finalmente, e non lo perdo d'occhio. Lo vedo cacciare un libro, e seguire con lo sguardo una bora devastante. E' etero. Bene. Non avevo bisogno della prova del nove. Naturalmente l'avevo già capito.

Archiviato ufficialmente il mio amore per Lui, perchè sostanzialmente non ammetto gli amori a distanza, arrivo a casa tardissimo, giusto in tempo per fare una doccia ed andare al compleanno. La serata scorre veloce, con alcool e molta pizza. Ma quando alle Paillotes scatta l'ora della discoteca, arriva il panico. Questa mandria di boni devastanti etero e tutti ubriachi entra e raggiunge la zona disco. Io con il mal di piedi capisco che non è il caso di stare lì, ancora per molto, e tra il mal di schiena e gli ormoni fuori di testa decido di chiamare Guy. Mi racconta della fiaccolata, della gente, della marea di gente, della protesta silenziosa e per la prima volta con un senso. Maledico di non essere lì, ma il 4 settembre per me il mondo si ferma. E sono solo di Giulia. L'entusiasmo di Guy mi coinvolge anche a 200 km di distanza e ne rimango pervaso nonostante la mia decadenza fisica. Quando incontro poi Francesco e Concita rimango stupito da me stesso. Forse è dal giorno della mia laurea che non li vedo, Fra ha abbandonato gli studi mentre Concita si è laureata e lavora. Alla domanda di Fra "Allora ti sei fidanzato? Sè donne a Roma come sò?" mi dico che è ora di cacciare le palle. "Veramente no. Non sono fidanzato, ma sono innamorato di un ragazzo. Che naturalmente non ha neanche la più vaga idea di chi io sia". Francesco non capisce. E sottolinea: "Una ragazza???". E io ancora più deciso "No Fra, un ragazzo, sono gay." Concita che sapeva tutta già dal secondo anno di università, mi abbraccia e sorride, e a mezza bocca si fa scappare un "Bravo", mentre lo stupore di Fra si manifesta con poche parole "Be'...dai...è lo stesso...Attento allora a Roma, co sti tempi!".

Io sorrido. Io e Francesco durante gli anni dell'università siamo stati molto amici. Ma io ho sempre glissato sul me stesso gay. Mi sento un peso in meno sullo stomaco e mi sento anche un pò più leale nei suoi confronti. Capisco di aver fatto la cosa giusta, e mi sento anche un pò più vicino a Roma, e a tutti quelli che sono scesi in piazza anche per me. Ma credo di non essere stato da meno. Proprio per niente!



giovedì 3 settembre 2009

Il senso di protesta per i gay



Nella giornata di oggi, qualsiasi commento sul fatto spiacevole di ieri sera è stato quasi da tutti i mezzi di comunicazioni riportato con l'intervista a Fabrizio Marazzo (presidente di Arcigay Roma) che parla dello sgomento, del panico e del terrore durante il lancio delle bombe carta. E ci sta. Lo stesso invita tutti a partecipare alla fiaccolata che sarebbe partita dalla Gay Street. Adesso, non è che io sia pazzo. O al massimo. Lo sono. Ma ci sento. Ma vabbè. In realtà la "fiaccolata", o "sit-in", "protesta", o quello che cazzo vi pare a voi a me non sembra esserci stato. No. Mi chiedo io come mai? Praticamente il tutto si è ridotto ad aspettare mezz'ora, a dare la parola a Vladimir Luxuria per dieci minuti e subito dopo far partire la solita musica tunz-tunz con dj già pronto e gente che era lì per ballare. Bello. Intelligente.



Quando accadono queste cose io penso immediatamente a quello che potrebbero dire i miei genitori se mi vedessero lì in quel momento. A parte, "maguardaquantèfrociotuofiglio", ma soprattutto si farebbero una domanda lecita, ovvero "Che senso ha?". Nulla. Niente. Nada. Nisba. io mi chiedo come mai ci facciamo rode il culo perchè non abbiamo diritti, ma solo doveri; perchè ci troviamo a dover rischiare la vita per essere noi stessi e quando finalmente ci sta l'occasione per manifestare il tutto viene archiviato e si va a finire a fare la sagra del frocio al Colosseo? Non ha molto senso, ve ne renderete conto anche da soli. E allora ripenso ancora di più al bagno mediatico che si è fatto Fabrizio Marazzo oggi per promuovere questa cazzo di protesta. Ragazzi è stato tutto inutile. E' tutto inutile andare in strada se poi lo si deve fare per due sculettate e quattro movenzedannatamentepop. Non è possibile. Ci lamentiamo delle offesse che ci vengono riportare e poi ci comportiamo in questo modo superficiale? Non ha senso. No, no, no. E più ci rifletto e più mi rendo conto che è così.



Trovo giustissimo e preciso il post di Spettegules, che dice le cose come stanno. E le condivido tutte in pieno. Ma come si fa a parlare di avere rispetto da chi non conosce il mondo gay, se poi quello che passa è che una protesta si riduce solo ed esclusivamente a sculettare su musica disco? Insomma io rimango allibito e sconvolto se questo è protestare per i gay. Ma non me la prendo con loro in toto. No. Ci sono le associazioni. Questa sera tutto è stato organizzato dall'Arci Gay Roma, DiGay Projoect e Circolo Mario Mieli. E che cosa hanno organizzato? La discoteca sotto le stelle? Questo è sbagliato. Profondamente sbagliato. Non ho mai creduto nelle associazioni gay. Mai. Sono associato all'Arci solo ed esclusivamente perchè a 19 anni per entrare nell'unica discoteca gay di Pescara (tra l'altro dall'orrore indiscutibile) l'accesso era consentito solo ai possessori di quella stramaledetta tessera Arci. E poi noi ci vogliamo lamentare? Finalmente c'era stato un pò di interesse, c'era la stampa, le tv e chi più ne ha ne metta, e la nostra protesta era discoteca all'aria aperta. Questo è stato. Una serata disgustosa. Una di quelle serate che ti incazzi e basta. Il senso ovviamente non cè stato. Noi gay però non siamo stupidi, in molti hanno lasciato la Gay Street quasi subito, appena si sono resi conto della solita baracconata.


In molti si sono trovati a discutere sul senso di manifestare in questo modo, e non eravamo solo io e i miei amici ha pensarla così. Spero che la prossima fiaccolata, quella delle NON associazioni, ovvero del gruppo spontaneo "I Have A Dream" che ci sarà domani sera a partire dalle 22 sempre da Via San Giovanni in Laterano abbia un pò più di dignità, e che sia soprattutto una vera e propria manifestazione per far comprendere che noi non ci stiamo, e che vogliamo essere tutelati e rispettati da chiunque!





mercoledì 2 settembre 2009

Due bombe carta nella gay street. Panico. Paura. Terrore.

Riporto fedelmente con copia/incolla da Gay.tv.
BREAKING NEWS - 2 SETTEMBRE ORE 01.25 Roma - Alle ore 23,40 circa due bombe carta sono state lanciate contro la folla nei pressi del locale Colossuem Bar a Roma, in via San Giovanni in Laterano (nota anche come Gay Street), all’altezza dell’angolo con via Ostilia. Un ragazzo è stato lievemente ferito ad un orecchio. Un motorino è andato in fiamme, sono esplosi alcuni vasi. Il boato delle esplosioni è stato sentito a centinaia di metri di distanza. Secondo Fabrizio Marrazzo di Arcigay Roma, che era sul posto di persona, “se qualcuno fosse stato vicino avrebbe rischiato la vita” Il Colosseum Bar è frequentato generalmente da ragazze lesbiche, mentre qualche decina di metri più avanti verso il Colosseo c’è lo storico locale gay Coming Out.
Il primo ordigno è stato lanciato da due persone passate a bordo di un motorino e poi fuggite. Il secondo ordigno, quando la folla era già in preda al panico, è stato lanciato da due ragazzi a piedi, descritti come ragazzi giovani, con teste rasate. I due, scappati, sono stati inseguiti per un breve tratto dalla folla, per poi scomparire nei vicoli. Secondo alcune testimonianze i due ragazzi potrebbero essere gli stessi che mercoledì scorso avevano tentato di aggredire con un coltello una ragazza, sempre nei paraggi della Gay Street. Successivamente a quell’episodio, Arcigay Roma aveva chiesto al Comune di aumentare il controllo delle forze dell’ordine nella zona. Il Comune si era detto d’accordo, ma non c’è stato il tempo necessario a trovare e organizzare un presidio di Polizia o Carabinieri. Qualche minuto dopo l’attacco, sul luogo sono giunte quattro volanti della Polizia, tre dei Carabinieri e un' ambulanza.
Immediatamente dopo l’accaduto, il Presidente di Arcigay Roma Fabrizio Marrazzo ha confermato la fiaccolata contro l’omofobia che si svolgerà questa sera 2 Settembre alle 22, con partenza proprio dalla Gay Street, fiaccolata che sarà sostenuta anche dal Mario Mieli, con il quale lo stesso Marrazzo si è sentito al telefono. Il clima di odio e di intollerabile omofobia che si respira a Roma da alcune settimane sta dunque avendo l’effetto di unire anche le associazioni storicamente “distanti”. Resta confermata la fiaccolata convocata per il 4 Settembre dal movimento appena nato I HAVE A DREAM, appoggiato da Gay.it, che vede estendere i suoi "micropride" anche a Milano e Bologna. Nelle prossime ore troverete maggiori aggiornamenti.
Giuliano Federico redazione@gay.tv
Mi faccio solo una domanda: E' possibile che nel 2009 possano esserci ancora cose del genere? No. Non è possibile. Invece è così. E non è nè bello nè giusto. Ricordate che noi siamo persone. ESSERI UMANI. Mah!

martedì 1 settembre 2009

Le ragioni del cuore!

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Finalmente settembre: Celebration!!!




E' da esattamente un mese che ce la stanno menando con questa nuovo fottutissimo singolo di Madonna. La canzone la sentiamo ovunque, tutti sembrano strapparsi i capelli e avanzare sul pezzo con movenzedannatamentepop, e questa mattina vedo il video, e mi rendo conto che la canzone che lo accompagna è una versione totalmente diversa da quella che io ho ascoltato fino ad oggi. E mi chiedo, ripetutamente quasi a farmi sanguinare le tempie: MA CHE CAZZO DI SENSO HA? Nessuno. Sono due mesi che tra teaser e preview del cazzo ci fanno credere tutta un'altra cosa di quella che poi è. Mah. Ed è inevitabile a questo punto prendere spunto per scrivere. Visto che è anche un bel pò che non lo faccio.


Oggi è così che vanno le cose. Quelli che credevi essere tuoi amici, in realtà sono diventati in maniera subdola i cattivi. E i cattivi, si sà fanno cose cattive. Ma la cattiveria fine a se stessa a volte rischia solo per ritorcesi contro a chi la fa. E per fortuna che le cose vanno anche così, a volte. Non è il caso di Celebration però. Assolutamente. Oppure credi che andare in giro per Roma tranquillo per la tua strada sia sicuro. Bè è sbagliato. Sembra tranquillo, ma non lo è. Fuori dal Gay Village per un'effusione dettata dalla passione, ti ritrovi quasi morto in un letto di ospedale. E questo perchè un tale che si fa chiamare svastichella, a suo dire, doveva tutelare un ragazzino che a quell'ora se ne doveva stare nel suo letto a dormirne di bendonde. Ma forse tutta quella cattiveria inaudita gli si ritorcerà contro, prima o poi. Serviva un quasi morto per vedere polizia e carabinieri lì fuori a vigilare. Ma tutto è diverso da come appare in realtà. Basta entrarci in quel Village e vedere una marea di coatti etero che corrono appresso alla qualunque creatura dal femmineo aspetto per averne anche loro di bendonde. Per poi essere ripresi da bonissimi buttafuori che li reguardiscono dicendo "Questo è il gay village, e qua nun se pò fa così...pecchè se te vedo te prendo e te butto fori!". Bene. Esulto per la prima volta, ci doveva scappare un quasi morto per arrivare a ciò, ma a me viene in mente solo secondo quale cazzo di motivo il coatto etero lo fai entrare. Perchè? Non permettergli di entrare se poi lo devi mettere al posto suo, o addiruttura buttare fuori. Le solite contraddizioni.


Solite contraddizioni senza ragione. Come le contraddizioni sono quelle che affliggono la testolina di un tale presidente di Arci Gay Roma che non sa na ceppa di una manifestazione, ma a mezzo stampa se ne autoproclama addirittura ispiratore. Mmmmmm. Allora no, non cè davvero nulla di sano. Probabilmente non serve assolvere a tutti gli obblighi di un comune essere umano. Tanto poi se sei gay rischi che t'abbottano gli occhi. Mi chiedo anche che senso abbia pagare una tessere associativa all'Arci Gay. Nulla, uguale. Siamo solo dei numeri. Noi gay siamo dei numeri per il Gay Village, per le forze dell'ordine, per Fabrizio Marrazzo e per chiunque sia coinvolto in qualche modo nel mondo gay. Il punto è questo. E c'è ben poco da aggiungere. Se alla base non cè un concetto solido di uguaglianza e rispetto tra quelli che dovrebbero rappresentarci in qualche maniera (anche se io non mi sento proprio rappresentato da queste persone), come si potrà mai arrivare ad avere rispetto da tutti gli altri. Le chiacchiere stanno a zero, sono i fatti che contano.


Un fatto è che ogni venerdì una manifestazione spontanea partirà dalle 21 da via San Giovanni in Laterano al Campidoglio, con il nomignolo di "We Have A Dream". Con fiaccole, e bandiere arcobaleno. Senza altri colori nè messaggi. Questa roba qui sta per espressione di un diritto. Un diritto alla libertà. Di fare quello che si vuole. E sarebbe anche ora che qualcuno cominciasse a rendersi conto che i gay ci sono. E ne sono tanti. E non sono per niente integrati come quella cogliona di una ministra ci vuole far credere.


La verità sta nelle parole di Ciù Ciù quando dice che tocca fà qualcosa di serio per smuovere le acque. Nelle parole di Guy, quando dice che lui è coerente e non può fingere davanti alla falsità degli altri. La verità sta nella grandezza di Sushi che in maniera matura affronta le situazioni difficili e riesce a gestirle, beato lui. La verità sta nelle parole del Signor Wilson, che vuole solo il meglio per i suoi amici. E lo dimostra anche con i fatti. La verità sta nelle parole di Ga, che non si fa incantare dell'esteriorità. La verità sta anche nelle parole della Du Barry, che ne farà di bendondesempreecomunque, ma almeno non perde fiducia nell'amore. I gay sono anche questo. Non solo fili di perle, boa e muccassassina. No. Sono ragazzi e ragazze che si svegliano la mattina presto e vanno al lavoro o all'università per degli scopi. E che hanno voglia di innamorarsi e far innamorare. E di contare qualcosa. E di essere loro se stessi. E scusate se riapro con un post così polemico, ma è questo quello che mi viene in mente. Non si può avere paura di essere se stessi, e non dovremmo. E Annabelle Bronstein è anche questo, una che non te le manda a dire. Anzi, te le canta. Ovviamente con movenze dannatamente pop. E state attenti, perchè Annabelle nonostante tutto, è tornata!