giovedì 23 luglio 2009

Diari Estivi: Annabelle e il mondo dei motori!

Sapete qualè la cosa più divertente che vi può succedere? Essere in ferie, e tornare a casa dei vostri genitori in Abruzzo, per passare una metà del suddetto periodo. Adesso. Un essere umano normale andrebbe al mare e si riposerebbe. Annabelle Bronstein, in quanto tale deve sempre e comunque fare cose fuori dalla norma. E così oggi, per convincere mio padre della mia totale eterosessualità sono uscito con mio fratello. Immaginate. Il caldo torrido, Madonna nello stereo a palla e mio fratello che mi abbassa in continuazione il volume. Ma non solo. Io abbasso i finistreni e lui li rialza perché gli arriva troppa aria in faccia. Ma che cazzo di palle. Che cazzo di palle. Prima tappa il meccanico per fare la revisione alla macchina scaduta da tre mesi. E vabbè. Io fatto finta di capire tutto quello che mi è stato detto. Ovvero come si controlla l’acqua, l’olio e un’altra cosa che non ricordo. Ma la pantomima è durata fin troppo poco. Cioè neanche cinque minuti. Giusto il tempo che il simpatico Meccanico Antonio mi ha messo in mano i ferri del mestiere (ovvero un sondino per vedere il livello dell’olio) e mi ha detto ora fallo tu. Panico. Sgomento. E io che fantasticavo interviste con il suo collega. Che palle. Dopo aver fatto di fare quello che faceva lui, mi ha chiesto: “Allora? L’olio è sufficiente?”. Ma dove siamo a scuola? Non è detto che io debba capire quanto olio cè in questa macchina di merda. Oppure no. Esistono i meccanici. I carrozzieri. Gli elettrauti. Diversi sono gli specialisti dell’automobile che in caso di difficoltà mi aiuterebbero. Oppure anche Tonino, il mio meccanico di Casalotti. “Evidentemente non hai capito nulla!”. Sentenzia questo ignorante di Villareia di Cepagatti che scopro dai discorsi di mio fratello essere dimagrito almeno venti kg nell’ultimo periodo. Lo odio ancora di più. Comunque io non mi do per vinto. E dopo il meccanico la seconda tappa è l’auto-lavaggio. Mio fratello decide di andare al Megalò dove ci sono degli autolavaggi self-service. Il Megalò (o comunemente detto Mongolò dai teatini) è l’unico motivo di svago di tutta la zona. Ovvero il più grande Centro Commerciali di Chieti di tutti i tempi. Arriviamo e mio fratello da buon navigato di lavamacchine va a cambiare i soldi e prende i gettoni. Io chiudo i vetri e serro gli sportelli. E poi comincia la folle corsa. Dovete sapere che questi lavaggi self-service diventano delle vere e proprie macchina da guerra a tempo. Sputano acqua e sapone ad una pressione devastante e trasformano chi la utilizza in dei dittatori. Così acceso l’aggeggio malefico, mio fratello mi lancia una spugna, e manco fosse su un territorio minato mi dice “Tu stammi dietro!”. Io sono interdetto. Ovvero? Cosa dovrei fare. E guardo interrogativo la spugna. E lui. “Quando passo sulla macchina poi passaci la spugna, altrimenti lo sporco non se ne và. Dai muoviti!”. E parte il delirio. Acqua ovunque, il caldo torrido delle 2 del pomeriggio e la furia devastante nei suoi occhi. E io che lo credevo un rincoglionito. Lui con quella pompa dell’acqua mi impartisce ordini e io devo eseguire veloce e senza distrazioni., altrimenti mi fa il bagno. Così lui gira intorno alla macchina e io dietro di lui che seguo la scia che lascia per levare meglio lo sporco, ma lui è talmente veloce che mi doppia e quasi mi ritrovo zuppo di sapone. Vabbè. Mi metto all’angolo per riprendere fiato, e ovviamente succede l’irreparabile. Davanti a me cè il distributore della benzina e dal caldo si materializza un bono devastante. Tale Angelo Custode. Il mio Angelo Custode. Dunque, quando andavo a scuola la mia amica Mari aveva la fissa degli angeli custodi. Diceva che se una persona che non conoscevi la incontravi sempre in giro per la città era il tuo angelo custode. Il suo era un bel signore di circa 50 anni, molto affascinante. Il mio, appunto era Angelo Custode, che ovviamente è sempre stato il più bello del reame. E negli ultimi tempi il suo fisico si è gonfiato lasciando spazio ha t-shirt attillate e micro-canotte. Lui fa benzina e poi si mette a lavare la macchina nel box a fianco al mio. Vabbè. E qui che comincio a ribellarmi a mio fratello. Decido di fargli intendere che quella che stiamo lavando è la mia macchina, e che anche io so come si lava una macchina. Lui si posiziona e comincia a lavare la sua, ma vedo che con la coda dell’occhio sta guardando quello che faccio io. Mentre mi approprio della pompa, inavvertitamente faccio la doccia a mio fratello. Ma lo azzittisco. Cazzo, io sono Annabelle Bronstein penso. E continuo a sciacquare per bene il sapone. Poi il getto termina, e io dico a gran voce, “Ora schiacci il tasto per la cera”. E lui obbedisce. Vedi ha capito chi comanda. Ovviamente il mio Angelo Custode è lì che fa finta di lavare la sua macchina. Ma lo so che sei gay. Me lo sento. Ma il dramma è sempre dietro l’angolo. E infatti. Il getto di acqua e cera fuoriesce con una pressione devastante. All’improvviso. Io mi spavento e inavvertitamente punto in alto il getto, che raggiunge il box affianco e faccio il bagno al mio cazzo di angelo. Ma il getto vince. E mi sfugge di mano. Nel giro di tre secondi mi si gira la pistola e io divento il bersaglio del mio stesso gioco. Sono letteralmente la persona più idiota sulla faccia della terra. Sono bagnato. Ma anche l’Angelo Custode è bagnato. Penso che così abbiamo un’altra cosa in comune. Mio fratello si avvicina con la faccia minacciosa. Non dice nulla e mi prende dalle mani la pistola. Solo poche parole “Bastava lasciare il manico. Coglione!”. Io mi rendo finalmente conto della pessima figura, mi avvicino al vetro e chiedo scusa. Lui sorride e mi dice di non preoccuparmi. Io so solo che sono montato in macchina e mi sono chiuso dentro. Fino a che mio fratello non ha terminato di lavare quella maledetta macchina. Ma una volta finito il lavaggio dovevamo passare all’asciugatura e all’aspirazione dei tappetini. Che palle. Un caldo devastante e poi io che ero totalmente appiccicoso e bagnato visto il mio piccolo incidente di cui sopra. Comunque, con il panno daino ho asciugato tutto, in maniera ottimale. Ma ovviamente un nuovo dramma mi sarebbe successo. Dal parcheggio vicinissimo sbuca un camion con alla guida una ragazza. Il mio pensiero è stato immediatamente uno. Quella è una camionista lesbica. E infatti. La dolce pulzella accosta, e il camion muore. Lì, di fronte a me. Lei scende e credo abbia imprecato in 4 secondi netti tutto quello che mia nonna ha pregato nella sua intera esistenza. Poi si rende conto di non essere in un luogo isolato e come per scusarsi accenna un sorriso verso mio fratello. E lui si gira e mi dice “Bè però carina la tipa!”. Io non sapevo più dove andarmi ad uccidere. Insomma mi era fatto il bagno con la pompa dell’autolavaggio, avevo fatto un gavettone al più bono in circolazione ed ora mio fratello ed io ci stavamo scambiando pareri sull’appeal di una camionista, LESBICA? Vabbè. E’ la fine. Questa poi ci mette la pezza. Si avvicina e chiede a mio fratello se gli sale in cabina e prova ad accendere il motore mentre lei andava non so dove a non so che fare. Io spero che mio fratello rifiuti, ma per lui camion e donne sono un connubio micidiale. Detto fatto. E’ già sopra che smanetta con la chiave. Io resto lì e faccio finta di non curarmi della scena, e continuo a passare l’aspirapolvere in macchina. E poi sento di nuovo lei imprecare. Mi giro e la sento dire che il camion è fottuto e non parte e bla bla bla. Vabbè. Mio fratello scende e lei comincia a chiamare via radio e via telefono aiuto a nonsochi. Dopo dieci minuti di assoluta non considerazione della federazione italiana camionisti gay, lei si avvicina e dice “Mi dareste una strappo fino a Pescara?”. E ovviamente è finita così. Annabelle Bronstein, mio fratello allupato ed una camionista lesbica in giro per la città. Ovvio che andava così. Lo sapevo. Bene cominciamo bene. Ottimo direi.

5 commenti:

  1. Cara Annabelle,
    perfino io che ho una carrozza e non un'automobile so come ci si comporta ad un autolavaggio, dannazione!!
    vabbè comunque tuo fratello è il mio nuovo idolo, un altro vichingo della serie di fratelli eterosessuali di noi dive degli Appennini!!
    buona settimana, torna presto
    tua,
    la Du Barry.

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  2. ahahahahahahahahahahahahahahahahhahahahahahah
    conoscendo te, conoscendo tuo fratello, e conoscendo il tuo rapporto con le donne/lesbiche...
    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah

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  3. Ma almeno Angelo Custode te lo sei fatto?

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  4. ma de che...
    è eterissimo...
    anche se io nn sono molto sicuro...

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